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Faselide
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mwdgFaselide (mwdwin greco antico Φασηλίςmwea?, mweqin latino mwegPhaselis), in Italiano anche mwewFaseli, era un'antica città greca e romana sulla costa della mwfaLicia, nell'odierna mwfqTurchia. Le sue rovine si trovano a nord della moderna cittadina di Tekirova, nel mwfgdistretto di Kemer, nella mwfwprovincia di Antalya. La città è situata tra le montagne Bey e le foreste del mwgaParco Nazionale dell'Olympos, a 16 chilometri a sud della città turistica di mwgqKemer e al cinquantasettesimo chilometro dell'autostrada Antalya-mwggKumluca. Faselide e altre antiche città lungo la costa sono accessibili anche dal mare con escursioni giornaliere in barca.

Contents

Storia
Note

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Storia

La città fu fondata dai mwigRodioti della città di mwiwLindos forse nel 690 a.C.cite-ref-fas-1-0[1] A causa della sua posizione su un istmo che separa due porti, divenne la città portuale più importante della Licia orientale e un importante centro commerciale tra la Grecia, l'Asia, l'Egitto e la mwkaFenicia, anche se non apparteneva alla mwkqLega Licia. La città fu conquistata dai Persiani dopo la loro conquista dell'mwkgAsia Minore. L'ateniese mwkwCimone la fece entrare nella mwlalega delio-attica, poi strinse accordi con re mwlqMausolo e in seguito fu catturata da mwlgAlessandro Magno,cite-ref-fas-1-1[1] che vi svernò nell'inverno del 334/333 a.C. prima della mwmwbattaglia di Isso. Secondo mwnaPausania, nel tempio di mwnqAtena, il santuario principale della città, era conservata la lancia di mwngAchille. Anche questo potrebbe costituire un motivo per cui Alessandro, convinto di essere il nuovo Achille, avrebbe deciso di svernare a Faselide. mwnwPlutarco riferisce che Alessandro, intossicato dal vino, decorò con ghirlande il monumento di mwoaTeodette mentre tornava a casa con i suoi compagni dopo aver bevuto. Dopo la morte di Alessandro, durante le mwoqguerre dei diadochi la città rimase in mani egiziane (sotto la mwogdinastia dei Tolomei) dal 209 a.C. al 197 a.C., quindi fino al 187 a.C. fu in mano mwowSeleucide. Con la conclusione del mwpatrattato di Apamea essa fu consegnata a Rodi insieme alle altre città della Licia, le quali insieme a quelle mwpqCarie costituirono la mwpgPerea Rodia.cite-ref-fas-1-2[1] Faselide rimase sino al 160 a.C. sotto l'egemonia rodia, ma dopo quell'anno fu assorbita dalla confederazione licia sotto il dominio romano.

Faselide, come la vicina mwraOlympos, nel primo secolo a.C. fu sotto la costante minaccia dei pirati, e per qualche tempo la città fu persino occupata dal pirata Zenicete fino alla sua sconfitta da parte del mwrqconsole romano mwrgPublio Servilio Vatia Isaurico, che la saccheggiò.cite-ref-fas-1-3[1] Nel 42 a.C. mwswMarco Giunio Bruto fece alleare la città con Roma. Nel terzo secolo d.C. il porto cadde nuovamente sotto la minaccia dei pirati. Faselide iniziò così a perdere importanza, subendo ulteriori perdite per mano delle navi arabe, fino a impoverirsi totalmente nell'undicesimo secolo. Quando i mwtaSelgiuchidi cominciarono ad utilizzare come porti mwtqAlanya e mwtgAntalya, l'importanza portuale della città cessò.

Faselide era il luogo di nascita del poeta e oratore greco mwuaTeodette. La città era anche rinomata per le sue rose, dalle quali veniva estratta un'essenza.cite-ref-2[2] Faselide era inoltre ricordata dagli scrittori antichi per i fenomeni ignivomi, tuttora in atto, nel vicino mwvqmonte Chimera.cite-ref-fas-1-4[1]

Storia ecclesiastica

Faselide divenne mwyaun vescovato cristiano, mwyqsuffraganeo della mwygsede metropolitana di mwywMyra, la capitale della mwzaprovincia romana della mwzqLicia. Il suo vescovo Frontone prese parte al mwzgConcilio di Calcedonia nel 451. Il suo successore, Aristodemo, fu uno dei firmatari della lettera che nel 458 i vescovi della Licia inviarono all'imperatore bizantino mwzwLeone I il Trace riguardo all'omicidio di mwaaProterio di Alessandria. Il vescovo ai tempi del mwaqSecondo Concilio di Nicea, tenuto nel 787, non partecipò ai lavori del concilio, e gli atti furono firmati in suo nome da un diacono chiamato Ioannes.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]

Non più vescovato residenziale, Faselide è oggi elencata dalla mwcwChiesa cattolica come mwdasede titolare.cite-ref-5[5]

Il sito odierno

La città originariamente venne fondata su un promontorio scosceso verso il mare e accessibile dalla terraferma attraverso un istmo.cite-ref-fas-1-5[1] Dopo il saccheggio del 78 a.C. Faselide venne ricostruita più in basso, ma con la mwgwtarda antichità tornò a essere abitata solo sul promontorio.cite-ref-fas-1-6[1] La città possiede tre porti: il "Porto Settentrionale", il "Porto da guerra" e il "Porto Protetto", l'ultimo dei quali è oggi il più importante. Una strada antica larga 24 metri attraversa il centro della città. La Porta dell'acquedotto di mwiaAdriano si trova nella parte meridionale della strada. Ai lati della strada ci sono rovine di negozi e vicino a queste ci sono rovine di luoghi pubblici come terme romane, piazze e teatri. Queste strutture risalgono al secondo secolo a.C. Alcuni acquedotti scorrono tra l'altopiano alto 70 m s.l.m. e il centro della città. Ci sono anche numerosi mwiqsarcofagi.

Note

cite-note-fas-11. mwnamwnqmwngFaselide, su mwnwtreccani.it. mwoaURL consultato il 25 marzo 2018.
cite-note-22. mwpa(mwpqmwpgEN) mwpwmwqaPhaselis, su mwqqnewadvent.org, Catholic Encyclopedia.
cite-note-33. mwrq(mwrgmwrwLAmwsa) mwsqMichel Le Quien, mwsgmwswOriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Vol. I, coll. 985-986
cite-note-44. mwtw(mwuamwuqLAmwug) mwuwPius Bonifacius Gams, mwvamwvqSeries episcoporum Ecclesiae Catholicae, Lipsia, 1931, p.mwvg 450
cite-note-55. mwwgAnnuario Pontificio 2013 (Libreria Editrice Vaticana 2013 ISBNmwxa 978-88-209-9070-1), p. 893

Bibliografia

• mwya(EN) George Ewart Bean, Phaselis (Tekirova) Turkey, in Richard Stillwell e. a. (Ed.): The Princeton Encyclopedia of Classical Sites, Princeton NJ, Princeton University Press, 1976, ISBN 0-691-03542-3.
• mwyg(DE) Jörg Schäfer (Ed.), Phaselis. Beiträge zur Topographie und Geschichte der Stadt und ihrer Häfen, in Istanbuler Mitteilungen, vol. 24, Berlino, Wasmuth, 1981, ISBN 978-3-8030-1723-9.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Faselide

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su muze.gov.tr.
• citerefsapere-itFasèlide, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-anticaC. Bayburtluoğlu, PHASELIS, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Faselide, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mw0qProgetto Phaselis, su phaselis.org.
• mw0wImmagini di Faselide, su turkeyphotoguide.com.
• mw1qProgetto Erodoto: Phaselis, su losttrails.com.